Francesco Carbonieri nasce a Campagnola Emilia (Reggio Emilia) l’11 giugno 1886.
Si laurea in agraria, è un appassionato cultore di piante e si diletta in fotografia. Non si sa dove abbia appreso quest’arte né chi gli abbia trasmesso questa passione, ma sicuramente a partire dal 1908 possiede una macchina fotografica per lastre formato 13x18 con cui fotografa la donna che diventerà sua moglie due anni dopo, Clementina Cionini insieme ad alcune amiche nel giardino della villa di famiglia a Magreta.
Il 1938 e il 1939 sono due anni fondamentali nella vita e nell’attività fotografica di Francesco Carbonieri. Il 31 ottobre del ’38 Francesco e il figlio vengono arrestati per aver espresso giudizi in merito alla politica estera italiana e al duce (definito nella lettera “il Cafone”), e alla condizione dello stato francese che, ai loro occhi, pare ottimale rispetto a quella italiana. Vengono condannati al confino nella provincia di Cosenza per 5 anni. Dopo aver scontato poco più di un anno, per intercessione del Prefetto di Modena ricevono il proscioglimento. Il confino, il conseguente isolamento da parte di parenti e amici, le difficoltà economiche, distruggono il mondo dorato nel quale Carbonieri è vissuto fin’ora e, come segno tangibile di questo drastico cambiamento egli smette di fotografare.
Muore a Magreta il 5 ottobre 1960.